venerdì 20 ottobre 2017

Rivalutazione delle pensioni: sugli arretrati tocca di nuovo alla Corte costituzionale

Per molti sarebbe una bellissima notizia, per lo Stato invece un problema più che serio. Il prossimo 24 ottobre la Corte costituzionale tornerà a pronunciarsi in tema di indicizzazione delle pensioni, per decidere se sia legittimo il provvedimento con cui due anni fa il governo aveva messo una pezza a una precedente sentenza della Consulta: quella che bocciava il taglio dell'adeguamento all'inflazione dei trattamenti pensionistici, deciso dal governo Monti nel 2011. Se i giudici dovessero dare ragione ai pensionati, stabilendo che gli importi restituiti sono troppo bassi, nei conti pubblici si potrebbe aprire una voragine.

Oggetto del contendere è la decisione presa sei anni fa, nel pieno dell'emergenza finanziaria, di accompagnare la severa riforma dei requisiti per l'accesso alla pensione con il blocco dell'indicizzazione per i trattamenti di importo superiore a 1.405 euro (lordi) mensili ovvero tre volte il trattamento minimo Inps dell'epoca. Quasi quattro anni dopo la Corte ha giudicato quel blocco eccessivo - anche in presenza di circostanze straordinarie - perché totale e non graduale. Secondo i calcoli del governo, restituire integralmente gli aumenti non corrisposti ai pensionati sarebbe costato al bilancio dello Stato 17,6 miliardi nel solo 2015 e oltre 4 l'anno nei successivi. Così nel decreto legge 65/2015 è stata scelta una soluzione parziale, con la quale gli interessati hanno recuperato meno del 30 per cento delle somme arretrate e ottenuto un limitato aumento delle pensioni a regime. In questo modo lo Stato ha contenuto in 2,2 miliardi l'esborso immediato e in poche centinaia di milioni l'anno quello permanente.

Contro quel provvedimento però molti pensionati hanno di nuovo scelto la via giudiziaria, e dai tribunali la palla è tornata ora alla Corte costituzionale, la quale nel suo giudizio dovrà soppesare le considerazioni giuridiche sui diritti dei ricorrenti con quelle relative alla tenuta dei conti pubblici. Tra la data dell'udienza e quella in cui si conoscerà la decisione potrebbe comunque passare un po' di tempo. Su https://www.irpef.info/rivalutapensioneconsulta.html è disponibile il calcolo degli arretrati teoricamente dovuti in caso di restituzione totale, confrontati con le somme effettivamente riconosciute dal decreto del governo.

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