lunedì 24 luglio 2017

La flat tax e i contribuenti Irpef che non ci sono

Anche i molti che non ne condividono i contenuti specifici riconoscono che la proposta di una flat tax al 25 per cento formulata dall'Istituto Bruno Leoni ha il merito di aver animato il dibattito sulla necessità di una riforma dell'Irpef. Diverse obiezioni riguardano il tema della progressività, prevista dalla nostra Costituzione per il sistema fiscale nel suo complesso. Questo aspetto è in realtà affrontato nella proposta; connesso ma distinto è il tema del livello massimo del prelievo fissato al 25 per cento, dunque ad un valore molto più basso di quello attuale, con conseguenti effetti in termini di mancato gettito.

C'è un consenso abbastanza diffuso sul fatto che l'Irpef non "catturi"la realtà dei redditi, molti dei quali, a partire da quelli da capitale, sono assoggettati a forme di prelievo diverso (imposte sostitutive, cedolari etc.) Questo contribuisce a spiegare perché le statistiche evidenzino un numero relativamente limitato di contribuenti ad alto reddito. Su http://www.irpef.info/classifica.html è possibile farsi un'idea diretta di questo fenomeno: basta inserire il proprio reddito per constatare quanti contribuenti ne hanno uno maggiore e quanti uno minore. I risultati possono essere sorprendenti.

Un altro punto importante riguarda le aliquote marginali effettive: ovvero quelle applicate di fatto su una eventuale quota aggiuntiva di reddito, che dipendono oltre che dalle aliquote nominali da altri fattori quali l'azione delle detrazioni decrescenti per reddito o per carichi familiari. Il tema è: quanto prende lo Stato su un euro un più guadagnato e di conseguenza quanto resta in tasca al contribuente? Questione rilevante perché naturalmente condiziona la disponibilità a lavorare ancora più del livello medio del prelievo.

Nel sistema italiano le aliquote marginali effettive sono alte, schizzando oltre il 41 per cento già oltre un imponibile di 28 mila euro l'anno. Si può controllare l'incidenza di Irpef (e contributi) su un ipotetico aumento di stipendio alla pagina http://www.irpef.info/aumentostipendio.html.

domenica 18 giugno 2017

Assegno al nucleo familiare: cosa (non) cambia nelle tabelle 2017

Il 2016 è stato il secondo anno consecutivo senza inflazione, o meglio con una crescita dei prezzi leggermente negativa. Il segno meno davanti all'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi) porta con sé tra le altre cose un aggiornamento nullo, dei livelli di reddito applicati per il calcolo dell'Anf, l'assegno al nucleo familiare riservato al mondo del lavoro dipendente.

venerdì 19 maggio 2017

Ape volontaria, quanto costa con tasso e polizza aggiornati

Tutto doveva iniziare il primo maggio, ma finora il debutto dell'anticipo pensionistico (Ape) è stato rinviato di giorno in giorno. Ci vorrà probabilmente ancora poco per l'Ape sociale, un'indennità riconosciuta ad alcune particolari categorie di cittadini (disoccupati di lungo corso, lavoratori impegnati in mansioni faticose, disabili o persone che assistono disabili in famiglia). Probabilmente invece servirà ancora un po' di tempo per l'Ape volontaria, che è sostanzialmente un trattamento provvisorio erogato sotto forma di prestito, che verrà restituita dal pensionato nei venti anni successivi all'effettivo accesso alla pensione.

venerdì 21 aprile 2017

Speranza di vita: dal 2019 nessuna certezza sulla data della pensione

Si chiama speranza (o aspettativa) di vita: ma da qualche anno l'evoluzione di questo indicatore demografico incide anche su un'altra speranza, quella - sentita da molti lavoratori - di poter andare in pensione. Alla speranza di vita, in particolare quella a 65 anni, sono infatti legati i futuri aggiornamenti dei requisiti di accesso sia al trattamento di vecchiaia che a quello anticipato, oltre che gli importi dell'assegno.

martedì 4 aprile 2017

Così il bonus 80 euro mangia l'aumento lordo

Lordo o netto? Soprattutto se si parla di un aumento di stipendio la differenza è fondamentale. Prima che un importo aggiuntivo raggiunga il portafogli del lavoratore scattano i contributi sociali a suo carico, l'imposta sul reddito e le relative addizionali, così che si può arrivare a perderne per strada una quota non lontanissima dalla metà. Naturalmente non tutte le trattenute hanno lo stesso valore: quelle contributive vanno ad alimentare la pensione futura, quelle strettamente fiscali invece passano allo Stato nella sua articolazione centrale o locale.

venerdì 10 marzo 2017

Quando è che una lira valeva come un euro di oggi? Nel 1937

Lo scatto dell'inflazione tra la fine del 2016 e l'inizio di quest'anno - in Europa e in Italia - è ancora oggetto di analisi da parte degli economisti: non è chiaro se si tratti di una fiammata legata solo al rialzo dei prezzi petroliferi e a fattori occasionali quali gli effetti del maltempo sull'agricoltura oppure di un fenomeno più strutturale. Eppure il ritorno verso una situazione di crescita dei prezzi, per quanto moderata, potrebbe addirittura sembrare una novità dopo due-tre anni decisamente anomali.

lunedì 20 febbraio 2017

Bonus 80 euro da restituire? Come controllare

Il bonus da 80 euro per i lavoratori dipendenti esiste ormai da quasi tre anni e ha mantenuto finora le caratteristiche con cui era stato impostato: un credito d'imposta riconosciuto su base annuale ma inserito ogni mese nella retribuzione degli interessati. L'importo annuale pieno è di 960 euro, che viene diviso in quote leggermente superiori o inferiori a 80 euro, a seconda del numero di giorni del mese (su www.irpef.info/nettomese.html si possono verificare le cifre esatte).